Intervista a Mario Spada

Intervista a Mario Spada

a cura di G.Peco

G: Come ha iniziato ad interessarsi di fotografia? E Perché ha scelto il linguaggio fotografico per raccontare le sue storie? 

M: Nel 1986 ho iniziato come assistente presso uno studio fotografico di Matrimoni e dopo qualche tempo ho iniziato anche a fotografare, passando poi nel 1994 alla frequentazione di fotografi documentaristi. Nel 1996 ho iniziato un progetto che dovrebbe arrivare a compimento quest’anno.

Il progetto si chiama “SPINA” .

Questo lavoro mi ha portato a conoscere e scoprire Napoli in una maniera più approfondita, spesso ho dovuto affrontare situazioni e dinamiche nascoste, che neanche lontanamente conoscevo. 

G: Quanto incide la conoscenza di grandi autori e grandi fotografi nel lavoro della fotografia ed in maniera più specifica nel lavoro di fotoreporter? 

M: La conoscenza di Grandi autori e fotografi incide moltissimo, serve tanto studio , tanta conoscenza degli autori e serve anche molta perseveranza. Anche la lettura gioca un ruolo fondamentale perché aiuta l’immaginazione e la costruzioni delle immagini a livello mentale. Io sono un divoratore di libri ed autori, che nel corso degli anni mi hanno aiutato nella progettualità e nella costruzione delle mie storie e racconti fotografici. 

G: Quali sono stati i suoi maestri e fotografi di riferimento?  

M: Non ho mai avuto fotografi o maestri di riferimento anche se mi sarebbe piaciuto molto avere un maestro che mi aiutasse. 

Nel 1999 ho avuto modo di conoscere Ferdinando Scianna, a Milano, ma oltre quel momento non ho avuto modo di rincontrarlo di nuovo. 

Quando entrai nell’ agenzia fotogiornalistica Contrasto, a causa dei tempi serrati di lavoro non sono riuscito ad instaurare rapporti di supporto dai fotografi più affermati.

G: Lei è anche un fotografo di scena e volevo chiederle quant’e importante questo ruolo all’interno di un set? 

M: Il fotografo di scena, non essendo parte costruttiva del film, alle volte viene un po’ messo da parte. 

Sostanzialmente esistono due tipi di fotografi di scena. 

Il primo tipo è il fotografo che si lega al regista e fa le foto per il regista. 

Il secondo è invece quello che racconta tutto ciò che avviene all’interno del set e che con il suo sguardo diventa anche autore, raccontando tutto quello che avviene. Realizza il suo progetto oltre che fare ciò per cui è stato ingaggiato ovvero documentare il set. 

Il fotografo di scena deve ritagliarsi il proprio spazio all’interno del set, in una ipotetica classifica occuperebbe la quinta o sesta posizione tra gli operatori della scena. Il fotografo di scena agisce prendendosi delle grandi responsabilità perché non ha il permesso di sbagliare, egli lavora con una diversa inquadratura , una diversa luce, rispetto all’operatore di macchina e durante le operazioni di ripresa, non può stare “in Mezzo” e pertanto deve cercare il suo punto di vista senza intralciare gli altri. 

G: Ci sono e quali sono le analogie tra il fotoreporter ed il fotografo di scena? Ci sono dei fotografi di scena da cui consiglia di imparare e studiare? 

Esistono anche in questo caso, due tipi di fotoreporter. 

Il fotoreporter della news, che fotografa il singolo evento ed il fotoreporter che invece ha una progettualità e che nel corso del tempo si trova avanti diverse situazioni da fotografare. 

Questo tipo di fotoreporter quando fa un lavoro di questo genere , in realtà adopera diversi linguaggi fotografici, dal ritratto al paesaggio è un fotografo completo ed è proprio questa l’analogia con il fotografo di scena. 

Il fotografo di scena durante il lavoro sul set, si trova dinnanzi diverse situazioni e deve essere “invisibile” proprio come un fotoreporter, per tanto possiamo affermare che egli è il fotoreporter del Film. 

Uno dei più grandi fotografi di scena, fu Tazio Secchiaroli che è stato anche un grande fotoreporter. 

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