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“L’epidemia” della fotografia collante sociale

Si è diffusa come un’epidemia sfruttando la semplificazione e l’abbattimento dei costi del digitale. Sono 12mila in Italia i fotografi professionisti, cioè coloro che degli “scatti” hanno fatto un lavoro, ma la passione per la fotografia sembra aver colpito un italiano su due; a tanti piace sentirsi un po’ artisti, un po’ romantici, o comunque bravi nell’immortalare un attimo o uno scorcio che a molti è sembrato normale. Lanciano non fa eccezione e la voglia di perfezionare quella passione acquisendo anche conoscenze tecniche fa segnare il tutto esaurito ai corsi di fotografia. La fotografia, quindi, come la palestra o la partita di calcetto, diventa argomento di aggregazione. Gruppi di giovani, adulti ed anziani, tutti insieme, si riuniscono per confrontarsi e discutere su tecniche e capacità fotografiche oppure organizzando passeggiate fuori porta, se non addirittura veri e propri viaggi, per il piacere di “scattare” insieme. Insomma, la fotografia diventa un collante sociale. E’ anche a questo fenomeno che questa iniziativa editoriale vuole dare spazio insieme ad ogni altra arte visiva. Vogliamo parlarvi di passioni e di come le si vivono non è importante se con una Nikon o una Canon, se con un pennarello, una matita o mani nude. Vogliamo parlarvi di come viene immortalata la realtà e di come la si fissa sulla carta, su un file o su una tela. Raccontandovi bellezze e ricchezze paesaggistiche, ma anche di povertà; quella profonda dei paesi del Terzo Mondo, ma anche quella nascosta dalla dignità di chi ci vive accanto.

Ermanno Amedei