LANCIANO – VENEZIA: Cotto & Mangiato!

INGREDIENTI:

3 e 4 marzo 2012
31 persone
1 autobus
8 ore andata
8 ore ritorno
20 kg di manicaretti da consumare in viaggio
1 sola passione, la fotografia.

Prendete un gruppo di 31 persone. Fatele salire su un autobus a Lanciano alle 6 di un sabato mattina e portatele a Venezia.

Questi sono gli ingredienti del week-end  appena trascorso nella città lagunare. Obiettivo del gruppo: catturare l’attimo. Io personalmente ero già stata a Venezia ma questa volta osservarla dal mirino della Reflex mi ha fatto scoprire colori, linee e sfumature tutte nuove.

Dopo essere stati per tutto il pomeriggio e la sera di sabato in giro nelle zone più turistiche tra piazza San Marco, Ponte dei Sospiri e il Ponte di Rialto, la domenica mattina alle ore 6.47 io e un bel gruppo di temerari siamo saliti sul primo treno che da Mestre ci ha portati a Venezia. E li è iniziata la vera magia. Una Venezia deserta. Una Venezia libera dai turisti, dalle bancarelle ricoperte di maschere colorate. Persino i piccioni e i gabbiani ci hanno lasciati girare per un paio d’ore da soli per le calle della città. È stato bello addentrarsi e zigzagare da un ponticello all’altro. Alzare gli occhi e vedere le case collegate da centinaia di fili ricoperti da lenzuola, coperte e maglie di ogni colore.

Osservare, guardare, girare alla ricerca del dettaglio da catturare per poter scattare quella che il fotografo Gianni Berengo Gardin definisce una buona fotografia. Quella che scatti solo dopo aver accuratamente osservato, pensato e inquadrato.

Berengo Gardin dice, e io son d’accordo con lui, che le fotografie devono essere prima pensate in ogni dettaglio: taglio, inquadratura, tempi, diaframma, iso… e solo dopo, eventualmente, saranno scattate.

A metà mattinata un altro folto gruppo di folli e affamati di fotografia partiti insieme a noi ci ha raggiunti e nonostante i 7/8 gradi di temperatura, Chiara, la nostra modella, ha indossato un candido ed estivo abito da sposa per posare per noi e le nostre 31 macchinette fotografiche. Una vera lotta all’ultimo scatto. Per tre ore abbiamo fatto camminare Chiara dai portici di Piazza San Marco ai ponticelli vicino l’arsenale. L’abbiamo fatta giocare e girare attorno a mimi e gondolieri al lavoro vicino alle banchine. È stato bello anche rispondere a turisti e veneziani incuriositi che ci chiedevano chi fosse la modella da noi bersagliata. In tanti ora crederanno che quella ragazza che girava per Piazza San Marco con un abito da sposa, giacca di pelle nera e delle Superga ai piedi fosse una delle nascenti soubrette della TV. Siamo rientrati a Lanciano domenica allo scoccare della mezzanotte. Stanchi per aver camminato per 18 ore quasi senza sosta. Stanchi per esserci allungati a terra, per aver scalato muretti e recinzioni di ogni tipo e tutto per scattare fotografie.

Stanchi sì, ma sicuramente arricchiti da questa splendida avventura.

Non capita tutti i giorni di incontrare tante persone, seppur tanto diverse l’una dall’altra, e unirle con un semplice click, quello della macchina fotografica.

Emanuela Campolese